Amadeus

Il mensile della grande musica, De Agostini - Rizzoli periodici

Anno X, 11 (108) Novembre 1998

Dall'archivio al Leggio: la musica in rete

Anche le partiture viaggiano su Intenet: ormai arrivano fin sui leggii dei musicisti grazie al nuovo progetto Moods (Music Object Oriented Distributed System), elaborato presso il Dipartimento di Sistemi e Informatica dell'Università (di Firenze e parzialmente finanziato dalla Comunità Europea. Si tratta di "un sistema integrato di leggii basati su computer per la manipolazione cooperativa della musica e la sua visualizzazione": utilizzando Moods, si richiede la musica via Internet all'archivio della casa editrice - che com'è ovvio dev'essere attrezzata in questo senso - e la si trasmette in rete agli esecutori che hanno davanti, al posto del tradizionale leggio, un terminale video.

 

Ciascuno può seguire la propria parte che scorre in sincronia con l'esecuzione; il direttore vede invece scorrere l'intera partitura e come lui possono osservarla il maestro del coro o il regista dalle rispettive postazioni. Durante le prove, qualsiasi aggiunta o correzione può essere apposta direttamente dai leggii dai singoli musicisti; spetterà poi alla figura dell'Archivista, una sorta di coordinatore e supervisore del sistema, stabilire se le modifiche resteranno operative o meno. Prevista anche la possibilità di stampare su carta la musica, per esigenze di studio o altro. Con il sistema Moods - che sarà messo in commercio nella seconda metà del 1999 - orchestre, teatri, case editrici e scuole di musica potrebbero usufruire di grossi vantaggi: l'abbandono almeno parziale del supporto cartaceo potrebbe portare soprattutto a grandi economie di tempo e denaro (basti pensare, per esempio, a cosa significa inviare da una città all'altra un'opera che fra partitura e parti staccate arriva a contare migliaia di pagine) e a una più corretta gestione dei diritti d'autore.

Una dimostrazione delle possibilità di Moods è avvenuta in settembre al Teatro alla Scala, partner dell'operazione dell'Università di Firenze con la Bmg Ricordi, con la Scuola di Musica di Fiesole e, per l'informatica, con Elsel e con Shylock Progetti. Dimostrazione interessante e convincente, che ha lasciato però alcuni interrogativi aperti: prima di tutto il costo dell'installazione, ancora impossibile da calcolare. Viene da chiedersi poi con quanta facilità e disponibilità gli esecutori (presumibilmente in gran parte non abituati a usare un computer) impareranno a districarsi con l'editing informatico, ogni volta che dovranno aggiungere un'arcata o cambiare una legatura.