il leggio "elettronico"

Settembre 1998, Teatro alla Scala; i busti severi di grandi musicisti nel Ridotto dei Palchi scrutano con diffidenza strani oggetti, una serie di leggii dall’aspetto marcatamente "non tradizionale" e svariate altre apparecchiature. La platea attende, i musicisti arrivano alla spicciolata, estraggono i loro strumenti dai velluti delle custodie, si preparano. Il direttore arriva, il solo capace di instaurare quell’atmosfera creativa che porta l’orchestra a produrre suoni ed armonie che possono suscitare sentimenti profondi. La sua posizione austera, una rapida accordata agli strumenti, uno sguardo, il silenzio, un gesto, la musica ha inizio. Passano i secondi, i minuti, la musica continua, ne’ un fruscio di pagina ne’ un attimo di distrazione per voltar pagina, gli orchestrali sono concentrati sulla musica dei loro leggii. Il direttore, conduce l’orchestra con movimenti misurati, rapidi e talvolta decisi, senza distrazioni, senza gesti frettolosi per voltar pagina. I nove orchestrali distribuiti su cinque parti di archi hanno suonato in piena concentrazione alcuni brani di Vivaldi, Verdi e Mozart davanti a un pubblico scettico e a dir poco incredulo.

Questo è quanto è accaduto al Teatro alla Scala. L’unica distinzione, la presenza di uno strumento di alta tecnologia come ausilio al lavoro dell’orchestra e dell’archivista. Lo strumento si chiama MOODS, Music Object Oriented Distributed System, primo prototipo al mondo di sistema integrato di leggii "elettronici" per orchestre. Più che una rappresentazione è stata una conferenza stampa con dimostrazione. L’esecuzione dei brani è stata seguita da una breve dimostrazione tecnica delle funzionalità d’interazione dei musicisti con i leggii (sul fondo della foto lo schermo utilizzato durante la dimostrazione tecnica). La conferenza stampa è stata tenuta dal coordinatore del progetto, Prof. P. Nesi del Dipartimento di Sistemi e Informatica, Università di Firenze, dal Maestro Carlo Tabarelli (primo archivista del Teatro alla Scala), dal Maestro Gabriele Dotto (responsabile della produzione di Casa Ricordi) e dal Dr. Sandro Moro della Shylock Progetti.

Durante la conferenza stampa, le molte domande provenienti dalla sala hanno messo in luce il forte interesse suscitato dal progetto. A tale conferenza hanno partecipato le più importanti testate giornalistiche che hanno messo l’accento sulle prerogative del sistema "presentato un leggio rivoluzionario … Non più saliva sul dito e volta pagine, ne’ fruscio di partiture e spartiti … Il computer e' entrato nel golfo mistico." (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, di Carlo Maria Cella). Su La Repubblica "Nasce il leggio elettronico e le note passano sul monitor", "...vantaggi notevoli per l'archiviazione e la gestione delle edizioni musicali."; e l’Avvenire decanta "Basta con le voltate di pagina, con i fogli che volano durante i concerti all’aperto, con le correzioni trasmesse lentamente fra gli strumentisti. Basta con la carta che pesa, si deteriora e richiede tempo e denaro per il trasporto…", (Patrizia Luppi).

Il progetto fonda le sue origini nel 1994, quando il Prof. Ing. Giacomo Bucci e il Prof. Ing. Paolo Nesi del Dipartimento di Sistemi e Informatica, DSI, presero in considerazione tali problematiche come caso di studio per gli studenti di Ingegneria del Software della Facoltà di Ingegneria. I primi programmi per la gestione computerizzata della musica risalgono ai primi anni ‘70. Da quegli anni, l’idea del leggio elettronico ha viaggiato nell’immaginazione collettiva di molti avendo bisogno di soluzioni scientifico/tecnologiche innovative per essere realizzata. Dietro alla rappresentazione di partiture vi sono enormi problemi dovuti alla modellazione della musica come linguaggio grafico con complesse regole di posizionamento dei simboli, oltre a problemi architetturali del software stesso per gestire un sistema di leggii interattivi. Tali spunti lasciarono spazio ad una sfida, quindi inizio’ la ricerca su tali problematiche. I primi risultati non tardarono ad arrivare e su tali presupposti si e' sviluppato il progetto/consorzio MOODS. Fra i partner tre prestigiose realtà del mondo della musica e della cultura: il Teatro alla Scala; la BMG Ricordi/Casa Ricordi; la Scuola di Musica di Fiesole. Del mondo dell’industria, la Elsel di La Spezia e la Shylock di Venezia si sono interessate rispettivamente degli aspetti hardware e della gestione dell’archivio. Come promotore, il DSI ha partecipato come coordinatore e fornitore di soluzioni scientifico-tecnologiche software in grado di gestire l’intero sistema di leggii. Potenziali fruitori sono le grandi orchestre/teatri, le scuole di musica e gli addetti dell’editoria musicale. Il progetto MOODS e’ stato parzialmente finanziato dalla European Commission dell’ESPRIT IV HPCN (High Performance Computer Networking). Alla dimostrazione al Teatro alla Scala hanno assistito i commissari della comunità europea che hanno considerato MOODS come uno dei progetti più riusciti di tutto il programma HPCN.

Per favorire ed incrementare la diffusione delle tecnologie HPCN la European Commission ha stabilito una rete di TTN (Technology Transfer Node, nodi di trasferimento tecnologico). In questo senso, il progetto MOODS è un’attività con il TETRApc TTN, supportato dal CPR (Consorzio Pisa Ricerche, Pisa), e CESVIT (High Tech Agency, Florence, Firenze). Sin dal 1996, il Prof. Paolo Nesi del DSI è Responsabile Scientifico del TETRApc TTN per quanto riguarda le attività di CESVIT. MOODS e' uno dei quattro progetti in ambito HPCN gestiti dal DSI come TETRApc.

Le Problematiche e MOODS

La quantità d’informazione utilizzata dalle orchestre è enorme. Una partitura tipicamente comprende di più di 100 pagine (nelle opere anche oltre 600). Dalle partiture sono prodotte le parti per i 60 ed oltre musicisti dell'orchestra, senza considerare l'eventuale presenza del coro. L'esecuzione può durare da alcuni minuti a più di due ore.

Semplici modifiche sugli spartiti sono tipicamente decise da ogni musicista ed effettuate a matita sulla parte durante le prove: aggiunta di simboli d’interpretazione (simboli dinamici, espressioni, diteggiature, sordina, direzioni dell'arco, etc.). Modifiche sostanziali, come nell'eliminazione di alcune sezioni, spostare parti dello spartito, arrangiare la musica per strumenti diversi, trasporre la musica, sono decise dal direttore (dal compositore, nel caso di nuovi lavori). Per queste l'archivista ed i suoi collaboratori utilizzano colla e forbici per arrivare a produrre la nova versione dopo ore/giorni di lavoro (prima delle prove e/o fra queste), etc. Alcuni dei cambiamenti più importanti dovrebbero essere decisi in anticipo, ma spesso sono definiti solo durante le prove, provocando lunghe e tediose interruzioni, per gli orchestrali e un gran lavoro per l'archivista e i suoi collaboratori. Tali decisioni, prese sul posto, sono molto frequenti durante la preparazione di balletti ed opere (che sono anche i lavori teatrali per i quali è necessaria una maggiore quantità di materiale musicale), dove le decisioni per i cambiamenti possono derivare, durante le prove, da necessita' dei cantanti o del direttore di palcoscenico, da problemi d’acustica, dalla regia, etc. Il tempo speso aspettando la nuova versione della musica è una parte significativa del tempo totale delle prove e spesso le rende frammentarie e stressanti poiché la concentrazione e l'atmosfera sono difficili da ricreare a comando.

Tipicamente musicisti diversi utilizzano la stessa versione cartacea di uno spartito, le vecchie modifiche devono essere cancellate (quando possibile) per lasciare spazio alle nuove. Questo processo porta parti e partiture a un rapido deterioramento. D'altra parte, alcune volte le varie versioni di un certo insieme di spartiti e parti devono essere archiviati, poiché riportano annotazioni d’importanti interpreti o perché potrebbero essere riutilizzate anche dopo anni. L'archiviazione, la manutenzione, o la sostituzione di parti può diventare inavvicinabile sia per i teatri sia per gli editori. In molti casi la logistica del noleggio del materiale musicale (per gli editori) o l'archiviazione di spartiti musicali (per gli archivi teatri dell'opera o delle orchestre) rende molto difficile, se non impossibile, collezionare copie di tutte le versioni. Nella migliore delle ipotesi, una copia della partitura direttoriale modificata può essere messa da parte, ma ciò è impossibile per le singole parti. Quando una versione o produzione è ripetuta alcune stagioni dopo, le modifiche devono essere rifatte nuovamente.

La soluzione MOODS

MOODS è un sistema integrato di leggii basati su sistemi a microprocessore (in sostanza dei computer) per la manipolazione della musica e la sua visualizzazione durante l'esecuzione, studiato per risolvere i problemi precedentemente descritti. MOODS e' in grado di gestire in modo funzionale ed efficace l'enorme quantità di informazione utilizzata da (i) orchestre durante le prove e i concerti, opere, balletti, etc. (ii) studenti di musica durante le lezioni, (iii) editori di musica durante la realizzazione/revisione di partiture. Possono trarre vantaggio da questa soluzione anche piccoli gruppi di musicisti, e i network televisivi. MOODS permette:

Un sistema MOODS è composto da una serie di leggii elettronici che comunicano fra di loro attraverso una rete ad alte prestazioni. Agendo sui leggii i musicisti possono modificare, aggiungere cancellare simboli della notazione musicale e simboli d’interpretazione. Ogni modifica effettuata su una parte è inviata direttamente anche agli altri musicisti che leggono la stessa parte. Le complesse relazioni fra i simboli della notazione musicale e l’architettura stessa del sistema sono il risultato di anni di lavoro di ricerca. Il lavoro di modifica è cooperativo nel senso che: tutti i musicisti possono effettuare modifiche contemporaneamente anche sulla stessa parte operando da leggii diversi.

MOODS è in grado di gestire uno o più leggii direttoriali, che possono essere utilizzati dal direttore, dal regista, dal suggeritore, etc. per modificare, visualizzare la partitura in formato direttoriale. Il cuore del sistema è il computer tipicamente gestito dall'archivista. Un vero e proprio strumento di composizione per partiture musicali direttoriali. Con tale ausilio, l'archivista può (i) effettuare modifiche sostanziali sulla partitura in tempo reale durante le prove ed ogni modifica e’ visualizzata direttamente agli orchestrali interessati (ii) indicare e correggere in tempo reale la velocità di esecuzione della musica per aggiustare il meccanismo automatico delle voltate delle pagine.

Durante l’esecuzione, sul leggio direttoriale, la pagina successiva è sostituita a quella correntemente in esecuzione partendo da sinistra e andando verso destra. Non appena le battute della pagina in esecuzione sono state eseguite compaiono quelle della nuova in loro sostituzione; lo schermo è quindi diviso in due settori, quello più a destra che presenta la pagina in esecuzione e che gradualmente si riduce a favore del settore a sinistra, nel quale è mostrata la pagina da eseguire successivamente; per quanto riguarda i leggii dei musicisti invece la scomparsa della pagina in esecuzione a favore di quella successiva avviene dall’alto verso il basso. Utilizzando queste modalità il modo di leggere la musica da parte del direttore e dei musicisti non cambia.

E' chiaro come un sistema distribuito di leggii con la musica istantaneamente modificabile possa portare ad un significativo risparmio di tempo e denaro ed al salvataggio di un bene culturalmente prezioso come la specifica musica definita da un certo specifico direttore con una certa orchestra, etc. Questo ha una notevole importanza dal punto di vista culturale e per le scuole di musica che potrebbero veder rianimare musica ben nota nelle varie interpretazioni dei singoli musicisti e dei direttori. Gli studenti potranno esaminare ed eseguire diverse interpretazioni dello stesso spartito. Gli spartiti potrebbero essere richiamati istantaneamente sullo schermo in ogni istante, permettendo di saltare dallo studio di una parte ad un'altra in tempi brevissimi. Nuove strade si aprono anche per i musicologi.

Dai primi riscontri sul campo, MOODS è stato considerato dai musicisti che lo hanno provato, uno strumento utile sia in orchestra che nelle scuole di musica. Le funzionalità di MOODS lasciano all'animo artistico del Compositore e/o del Direttore più spazio per sperimentare nuovi effetti ed arrangiamenti in pochi minuti. MOODS permette una risposta diretta fra ciò che il direttore chiede e il risultato prodotto dall'orchestra. MOODS forse potrà nei prossimi anni dare vita ad una vera e propria rivoluzione nel mondo dell'editoria musicale e dei teatri.

Altre informazioni possono essere acquisite visitando il sito WWW:

http://aguirre.dsi.unifi.it/~hpcn/wwwmoods/wwwpag/html


Prof. Paolo Nesi (Coordinatore del Progetto MOODS)

Dipartimento di Sistemi e Informatica

tel: +39-055-4796523, fax: +39-055-4796363

email: nesi@dsi.unifi.it, nesi@ingfi1.ing.unifi.it